Significato di sostenibilità
Il concetto di sostenibilità (dal latino sustinere, che significa sostenere, difendere, conservare, prendersi cura) ha cominciato a diffondersi negli anni ‘80 e venne adottato ufficialmente a Stoccolma, in Svezia, nel rapporto "Our Common Future" pubblicato nel 1987 dalla Commissione mondiale per l’ambiente e lo sviluppo.
Nella Conferenza di Rio de Janeiro sull’ambiente e lo sviluppo, tenutasi nel 1992, i capi di Stato mondiali si sono riuniti affrontando per la prima volta a livello globale le emergenti problematiche ambientali. In questa occasione, il concetto di sviluppo sostenibile è stato consolidato come "uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri". La Conferenza ha dato anche vita all’Agenda 21, un rapporto che ha stabilito l’importanza dell’impegno di tutti i Paesi nella soluzione dei problemi socio-ambientali. Da allora, il termine sostenibilità è stato incorporato e utilizzato dalla politica, dalla finanza, dai mass media e dalle molteplici organizzazioni della società civile nate in questo ambito culturale.
Nel 2015 l’ONU approva l’Agenda 2030, costituita da 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile. I 17 Goals fanno riferimento ad un insieme di questioni importanti per lo sviluppo che prendono in considerazione in maniera equilibrata le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile – economica, sociale ed ecologica – e mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro l‘ineguaglianza, ad affrontare i cambiamenti climatici, a costruire società pacifiche che rispettino i diritti umani. Questo programma non risolve tutti i problemi ma rappresenta una buona base comune da cui partire per costruire un mondo diverso e dare a tutti la possibilità di vivere in un mondo sostenibile.
Gli obiettivi fissati per lo sviluppo sostenibile hanno una validità globale, riguardano e coinvolgono tutti i Paesi e le componenti della società, dalle imprese private al settore pubblico, dalla società civile agli operatori dell’informazione e cultura.